La LIBERTA' non si mendica.. si prende!
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sabato 21 gennaio 2023
domenica 17 aprile 2016
25 aprile 2016 - PranzoSociale - concerto Brancoro
LA RESISTENZA VIVE NELLE LOTTE DEGLI SFRUTTATI E DI CHI VIENE RESPINTO
25 APRILE 2016
- ORE 11:00 CORTEO
- ORE 12:30 CIRCA PRANZO SOCIALE
- ORE 18:00 CONCERTO CON BRANCORO da Roma
Cantiamo la storia, il lavoro, le lotte e le rivendicazioni di ieri e di oggi
BRANCORO è un Branco di voci sciolte un laboratorio di sedicenti coriste/i uniti dalla
convinzione che i canti politici aiutino a tenere accesa la fiamma della libertà
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venerdì 10 aprile 2015
prossime iniziative
18 Aprile Info-point su lavoro e sicurezza
25 Aprile partecipazione corteo anniversario con i nostri contenuti
1 Maggio comizio e giornata conviviale per chi non va all'appuntamento No-Expo 2015
domenica 15 dicembre 2013
12 dicembre 2013
12 dicembre
Il
giorno delle stragi
Il
12 dicembre del 1969, alle ore 16,37 scoppiava una bomba presso la
Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana a Milano: 16 i
morti, 87 i feriti. Altre tre bombe esplodevano a Roma, ed una veniva
disinnescata a Milano. E’ l’inizio della strategia della tensione
che ha visto in un anno 145 attentati funzionali a creare un clima di
paura, repressione, sospetto, e persecuzione di ogni forma di
dissenso: politico, civile e sindacale. Tre giorni dopo, la
diciassettesima
vittima innocente di Piazza Fontana, in un clima da caccia alle
streghe, sarà il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli che volerà
fuori
da una finestra al 4° piano della Questura di Milano durante un
interrogatorio. Il disegno è chiaro: fermare nel sangue una feconda
stagione di lotte e di cambiamento civile. Altre stragi seguiranno in
altre piazze (Brescia), nelle stazioni e sui treni (Italicus,
Bologna, San Benedetto Val di Sambro). Stragi di stato le
chiameranno, prodotto di una visione terrorista, fascista e mafiosa
della società, che aveva dato il suo saluto alla neonata Repubblica
Italiana a partire dalla strage di contadini a Portella della
Ginestra, in Sicilia, nel 1947.
Il
12 dicembre, una data che sembra così lontana, ma che rimane di
attualità tremenda in una società dove nuovi problemi, e vecchi
pericoli si riaffacciano. Se lo stragismo politico e mafioso sembrano
appartenere al passato, non per questo non si continua a morire
innocenti a causa di una società gerarchica, corrotta e avida solo
di profitto e potere. Si muore in fabbrica per un lavoro precario,
pericoloso, sottopagato … negato. Si muore davanti alle coste
italiane in cerca di un futuro migliore, in fuga da guerre e miserie.
In fuga da guerre che si chiamano missioni
di pace.
Si muore a casa, ammazzati dal coniuge, o in galera, vittime di un
sistema penitenziario che lascia ben poco spazio alla “redenzione”.
Si muore per una pioggia torrenziale o una calamità in un territorio
saccheggiato dagli sciacalli della politica e dell’economia. Muore
di freddo nelle strade chi non ha più casa e lavoro. Si muore di
razzismo per squadracce e imbonitori televisivi che prosperano in un
mondo dove violenza e profitto si fanno legge.
Il
12 dicembre parla di una società che fa dell’ingiustizia il suo
orizzonte stragistico quotidiano, in cui si rubano futuro e speranze,
si tolgono dignità e lavoro, si fa della menzogna una verità
ufficiale e dell’oblio il filo della memoria spezzato per il
mantenimento del sistema di potere.
Il
12 dicembre 2013, alle 18,30 presso l’atrio del Comune di Jesi
… per
mettere fiori alla lapide delle vittime dello stragismo, per dire
parole in loro onore. Ci ritroveremo per riaffermare e denunciare
quanto detto, per non rassegnarci alla violenza, riannodare i fili
della memoria, rafforzare reti sociali e solidali e continuare a
costruire dal basso una società più giusta per chi non ha un
lavoro, una casa, una libertà. Aderiscono: Centro Studi Libertari
“Luigi Fabbri”, Jesi; ANPI, Jesi; Arci Jesi e Fabriano,
Associazione Spazio Ostello, Jesi; Associazione Italia Cuba,
Senigallia;Associazione Antigone Marche; Casa delle Donne, Jesi; Casa
delle Culture, Jesi; Libera contro le Mafie, Jesi.
Fip.
Via Pastrengo 2 - Jesi
venerdì 31 maggio 2013
SAREMO PRESENTI ALLA MANIFESTAZIONE.
MANIFESTAZIONE
per
l’Ospedale di Chiaravalle
Sabato 1
giugno, ore 17, da P.zza Mazzini
Con
delibera del 20 maggio scorso la Regione Marche ha stabilito la
chiusura di fatto dell’Ospedale di Chiaravalle. Nessuna volontà di
mediazione e di ascolto delle richieste di cittadini, sindaci e
lavoratori è stata manifestata. Quello che è stato concesso ad
altri territori è stato negato a Chiaravalle e comuni limitrofi,
presto non ci saranno più la Medicina, il Pronto Soccorso, il
Laboratorio Analisi e la Day Surgery.
Come
funzionerà e cosa garantirà la futura Casa della Salute a
Chiaravalle non è stato chiarito dalla Regione Marche. Cosa
perderanno i cittadini in termini di assistenza e qualità della
salute è sotto gli occhi di tutti. Perché a Chiaravalle si chiude
un ospedale e in altre città no? Perché c’è una sanità di serie
A e una di serie B?
In
qualità di utenti, cittadini e lavoratori non accettiamo la politica
di iniquità messa in piede dalla regione e chiamiamo forze
politiche, sindacali, associazionismo e cittadini a manifestare per
la difesa del diritto alla salute, per una
EQUITA’
NELLA SANITA’
contro la
chiusura dell’Ospedale
Comitato cittadino
per la sanità locale e
Comitato dei lavoratori
per la difesa
dell'Ospedale di Chiaravalle
dell’Ospedale di Chiaravalle
fip. Via Rosselli 176,
Chiaravalle
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