martedì 17 maggio 2022

Lavoro, un passo avanti e tre indietro. Comunicato Stampa

 La vicenda della Caterpillar, con l’acquisizione da parte del gruppo IMR, sembra essersi conclusa nella maniera più indolore possibile. Poco più di un centinaio di lavoratori verranno reintegrati, possibilità di nuove assunzioni in futuro e mantenimento di uno stabilimento industriale utile allo sviluppo della zona. Nonostante tutto c’è poco da festeggiare in generale. In questi ultimi anni sono troppe le aziende che hanno chiuso i battenti (es. la Liomatic ha mandato a casa una cinquantina di dipendenti) e le prospettive future non promettono nulla di buono. Mentre sembra affermarsi il pessimo modello Amazon fatto di precariato, sfruttamento, salari bassi e umiliazioni, tramonta il modello marchigiano del lavoro, che non era certamente fra i migliori. L’ex-Antonio Merloni chiude mandando definitivamente a casa quasi mezzo migliaio di lavoratori e facendo arretrare ad un’economia residuale da Stato Pontificio tutta l’area fabrianese. L’ennesima prova di un’arroganza padronale che può impunemente fare il bello e il cattivo tempo, e di una incapacità della classe politica di poter tutelare gli interessi dei lavoratori, della collettività, dei più fragili.

Una classe politica buona a montare sul carrozzone delle lotte operaie per avocarle a sé quando sono vincenti o abbandonarle quando vengono sconfitte. Una classe politica che si preoccupa fra le stanze del palazzo di creare contenitori vuoti (vedi vicenda Assam), senza sostegni finanziari, utili solo per esercitare il buono e sano clientelismo di sempre. Per poi magari andare a festeggiare durante la movida o una fiera o una festa qualsiasi in città rese enormi dormitori pubblici, incipriate di quando in quando per ospitare spettacoli e eventi di vario genere che non apportano nulla sul piano strutturale, economico e culturale. Una classe politica che è già pronta a privatizzare ulteriormente il servizio sanitario regionale, spezzettandolo in tanti tronconi funzionali al citato clientelismo e all’onnipresente profitto.

La salute dei cittadini? Residuale e monetizzata. La chiusura del polo di Fabriano grida vendetta, considerando che, nel bene e nel male, la città, i suoi abitanti, e l’area circostante hanno rappresentato la storia della classe operaia italiana nel mandare avanti “la baracca” e nel rivendicare i diritti. Che dire! Per qualche posto di lavoro salvaguardato – di cui siamo lieti – molti di più vengono spazzati via. Vero è che la lotta paga e, sia a Fabriano sia in altri siti, questo è di insegnamento: non rinunciare a nulla, rivendicare diritti e lavoro, e non fidarsi dei chiacchieroni di sempre.

FAI – Federazione Anarchica Italiana
     sez. “M. Bakunin” – Jesi
     sez. “F. Ferrer” - Chiaravalle

Comunicato Stampa del 16 maggio 2022

Violenza de-genere

 La giornalista palestinese Shireen Abu Akleh è stata uccisa durante un raid israeliano, mentre faceva un reportage. Nel corso dei suoi funerali, i partecipanti sono stati duramenti repressi dai militari israeliani.
Una studentessa nigeriana, Deborah Samuel, accusata di blasfemia per un commento offensivo su Maometto, pubblicato su Whatsapp, è stata lapidata dai suoi stessi compagni di scuola.
Centinaia di donne sono state molestate durante il raduno nazionale degli alpini a Rimini. Molti i commenti di politici maschi tesi a minimizzare l’accaduto, in un'ottica machista, simile a quella dell'assessore alla sanità della regione Marche il quale ha affermato che l'intelligenza dipende dall'organo genitale femminile.
Una imprenditrice si vanta di assumere per la sua nota impresa solo donne che non creano problemi e possono dare tutto per l’azienda. Alcuni l’hanno giustificata dicendo che chi offre lavoro detta le regole del lavoro. Molte donne dipendenti si sono altresì lamentate di essere costrette a lavorare continuamente sotto pressione.
Donne ucraine, russe e bielorusse piangono le vittime di una guerra fra oligarchi.
Una sola donna al potere ha provato a sollevare ragioni “economiche” per un cessate il fuoco. Inascoltata. In passato un’altra donna, Anna Politkovskaja aveva sollevato con più forza le ragioni della pace contro l’autocrazia al governo. E’ stata assassinata. Anche la sua morte ha permesso una continuazione della politica guerrafondaia che dalla Cecenia si è estesa all’Ossezia, alla Georgia fino all’Ucraina.
Una donna nera di 77 anni, Pearl Young, è stata uccisa assieme ad altre 9 persone da un suprematista bianco di 18 anni in una strage razzista eseguita a Buffalo (USA). In questo caso l’etnia è stato il principale oggetto della violenza, Il suprematista bianco fra le tante citazioni deliranti ha ricordato il neofascista Traini che a Macerata sparò in girò per la città, su tutte le persone di origine africana che
incontrava. Accadeva in un paese in cui la parità salariale e sociale, sindacale e politica, ma ancor più culturale, deve essere raggiunta. In un paese dove per nascondere le discriminazioni di cui le donne sono vittime ogni giorno, ci si inventa teorie di gender inesistenti. Un paese che ha più a cuore i suoi fratelli, citati nell’inno nazionale, dove non c’è posto per nessun riferimento femminile. E forse è un bene.

FAI - Federazione Anarchica Italiana
   sez. "M. Bakunin" - Jesi
   sez. "F. Ferrer" - Chiaravalle

 


 

Fermiamo la corsa al riarmo


 

sabato 16 aprile 2022

Osservatorio infortuni - dicembre 2021 -> marzo 2022

 


Questi quattro mesi di distanza dall'ultimo osservatorio ci mostrano uno scenario che pochi avrebbero immaginato nell' anno passato. il nuovo anno si porta dietro tutti i problemi di sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, tutte le carenze nei controlli della salubrità e la messa a norma, realta` che assume caratteri drammatici anche per la sua continuità negli anni. L'arrivo di un conflitto armato ai confini europei ha portato nuovi scenari di contrasto tra potenze e poteri. per la classe lavoratrice rimangono sempre gli strazi e lo spargimento di sangue su tutti i fronti. le ricadute economiche e sociali sono pesanti e sappiamo saranno peggiori negli anni avvenire. per i lavoratori della regione marche i comparti più colpiti sono quello del distretto calzaturiero ormai in costante crisi occupazionale. il rincaro delle materie prime sopratutto energetiche mettono sempre più molti lavoratori in condizione di povertà, vedendo il proprio potere di acquisto prosciugato dai continui aumenti. in questi mesi nei pochi controlli sono decine i lavoratori in nero scoperti, il più eclatante è il caso di caporalato di un azienda vincitrice di un bando della prefettura per la gestione di centri di accoglienza che tratteneva stipendi interi ai lavoratori senza versare gli straordinari e facendo svolgere mansioni non previste nei contratti sottoscritti. l'ispettorato del lavoro è un organo importante nella gestione dei controlli per la sicurezza ed il rispetto dei contratti di lavoro, ma è in depotenziamento da anni e le rappresentanze dei lavoratori non riescono neppure a mantenere l'organico presente. Nelle marche l'organico è stato dimezzato rispetto a dieci anni fa: in provincia di ancona sono in servizio 41 persone, contro le 61 presenti nel 2015, a pesaro ce ne sono 33  ed erano 42, Macerata 27 contro i 60 del 2015, mentre ad Ascoli sono in 29 nonostante queste ultime due provincie stiano affrontando le centinaia di cantieri della ricostruzione post sisma che prosegue a rilento. le cifre si riferiscono al personale amministrativo e ispettivo; quest'ultimo sopperisce alle carenze del primo ma gli ispettori tecnici sono al massimo 3 ogni ispettorato territoriale. con questi numeri è evidente che per quanti corsi i lavoratori possano frequentare nulla impedisce i padroni dall'arricchirsi non rispettando norme di sicurezza o non fornendo adeguati e costosi DPI ai lavoratori. i dati del primo bimestre del 2022 mettono le marche tra le regioni italiane meno sicure rapportato alla forza lavoro, con un incidenza maggiore del 25% rispetto alla media nazionale (im= indice incidenza media, pari a 3,7 morti ogni milione di lavoratori) insieme a molise, toscana e sicilia. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’ Inail entro lo scorso mese di febbraio sono state 121.994, in aumento del 47,6% rispetto alle 82.634 del primo bimestre del 2021 e del 26,4% rispetto alle 96.549 del periodo gennaio-febbraio 2020. Di queste, 114 hanno avuto esito mortale, in aumento del 9,6%, 10 in più rispetto alle 104 registrate nel primo bimestre del 2021 e sei in più rispetto alle 108 del periodo gennaio-febbraio 2020.per farsi un idea della tragedia del lavoro in italia nel 2019 in assenza della pandemia le denunce di infortunio sono state 642 mila, non c'è bisogno di elmetti per difendere confini inesistenti o patrie fatte dai padroni, la classe lavoratrice ha già i numeri di una guerra tra morti e feriti, da anni, senza che la classe politica abbia interesse  a frenare questo spargimento di sangue che fa da fondamenta alla concorrenza capitalistica di sfruttamento della forza lavoro con altre  parti del mondo.


3 Dicembre - serra san quirico - operaio 35enne rimane con entrambe le mani sotto una pressa in un azienda di materiali plastici, soccorso in gravi condizioni rischia la di perdere entrambe le mani

7 Dicemrbe - ascoli piceno - camionista muore tra le lamiere del proprio mezzo che si schianta contro un capannone industriale

17 Dicembre  - Gualdo -  49enne si amputa un dito con una sega a nastro durante il lavoro con la sua ditta in una casa di campagna

                         

24 dicembre - ancona - dipendente di un supermercato finisce in ospedale malmenato da un cliente ripreso per non ottemperare all'obbligo di mascherina

29 dicembre - osimo - dipendente di un azienda di spedizioni investito alla fermata dell'autobus mentre usciva dal lavoro

4 gennaio - penna san giovanni - tre dipendenti di una casa di riposo positive su 16
            torrette - nell'ospedale regionale sono 40 gli infermieri contagiati

12 gennaio - porto recanati - 56enne muore cadendo da una scale appoggiata ad un terrazzo mentre ripara una tubatura da circa 3 metri d'altezza, cadendo rovinosamente su una scalinata

14 gennaio - ancona -operaio 60enne cade da 4 metri per un cedimento dell'impalcatura di allestimento di uno yacht, ricoverato in gravi condizioni
           - Macerata - schianto tra un autocarro e un camion in superstrada, il conducente del mezzo di minor portata ricoverato in gravi condizioni
           - Senigallia - dipendente asur di 50anni riporta un trauma cranico a causa di un pino che cade sul suo mezzo mentre percorre la strada per l'ospedale cittadino

16 gennaio - sassoferrato - operatore ecologico investito da un auto mentre raccoglie i rifiuti elisoccorso

18 gennaio - senigallia - 3 operatori in casa di riposo contagiati
             ostra - 5 operatori in casa di riposo contagiati
             civitanova marche - 5 vigili urbani contagiati

29 gennaio - cingoli - furgone con 5 operai esce di strada al rientro a casa, un operaio di 29 anni muore e un altro rimane gravemente ferito, gli altri tre illesi

9 febbraio - Numana - operaio di 57 anni cade da un trabaltello da circa 5 metri, perde conoscenza dopo aver battuto la testa riportando anche varie fratture elisoccorso è grave

13 febbraio - Jesi - rider di 32 anni in bici viene investito da un auto mentre era in consegna

14 febbraio - serra dei conti - furgone adibito al lavoro esce di strada perde la vita il conducente

28 febbraio - fano  - crai operatrice addetta alla macelleria rimane incastrata con un dito nel tritacarne

9 marzo - jesi - operaio 33enne giardiniere, viene colpito alla testa dal ramo che stava tagliando si procura una profonda ferita e cade per 8 metri in una scarpata, ricoverato

16 Marzo - Pesaro - geometra di 49 anni muore in un incidente stradale durante il tragitto per il lavoro

19 marzo - Monsano - agricoltore cade dalla scala mentre pota elisoccorso per politraumi
           Jesi - incidente stradale coinvolge un infermiera 26enne mentre si reca al lavoro

31 marzo -Serra san quirico - operaio di 40anni rimane incastrato con un guanto da lavoro nel nastro che trasporta ghiaia nella cava della gola della rossa incastrandovi tutto l'avambraccio nonostante gli altri operai fermino il nastro, riporta un grave trauma da schiacciamento all' arto

A cura del Centro Studi Libertari "Luigi Fabbri" di Jesi

giovedì 7 aprile 2022

Guerre di classe

 La guerra vende bene: armi, potere, traffici, economie e pace. Tanta pace. Da sempre lo strumento principale per vendere la pace – sociale – è rappresentato dalle guerre, fatte dai padroni e pagate dagli sfruttati, con perdita di ricchezza. Con perdita di milioni di vite umane. La guerra crea dissenso o consenso, ed i media trovano il pubblico di consumatori meglio adatto. La sera va in diretta tivù l’orrore utile a far aumentare tifoserie e fazioni, schieramenti ed esperti di ogni tipo. C’eravamo quasi liberati dei virologi d’assalto dell’epoca covid che adesso ci si ritrova esperti bellicisti o pacifisti per tutti i gusti, anche se le guerre non sono tutte uguali per chi parla dei morti in Ucraina, e dimentica quelli ammazzati in Mali o nello Yemen. O sul lavoro. Le fonti di informazione chiamano traditore o eroe lo stesso disertore a seconda da quale parte della barricata arrivi il commento.

La tivù del dolore rilancia in prima serata l’orrore delle vittime di turno, pronte ad essere dimenticate appena lo share diminuisce. Il pacifista incallito pronto a denunciare traffici d’armi di ogni tipo verso Kiev, si è svegliato ora dopo decenni di guerre alimentate dal lucroso commercio di armi dell’Italia e dell’Occidente in ogni parte del mondo. Due pesi e tante, troppe misure.

Un po’ ovunque in Italia l’antimilitarismo è sceso in strada: a Milano o a Torino, a Genova o in Sicilia. Numeri piccoli rispetto a quelli di trent’anni fa in risposta alla prima Guerra del Golfo. Numeri, voci, persone che comunque non si arrendono alla rappresentazione mediatica del vuoto della politica. Persone, lavoratori, sfruttati che lottano e non si lasciano intimidire né dalle fake news, né dalle perquisizioni orchestrate in stile anni di piombo. Il riferimento è all’irruzione della polizia presso la sede nazionale dell’USB a Roma. Episodio che mostra il vero volto della stessa guerra di classe che semina orrore in Ucraina e genera sfruttamento e precarietà in Occidente. C’è chi si è arricchito con la pandemia e chi è diventato più povero. C’è chi si sta arricchendo con tutte le guerre in corso, e trova rifugio nello stesso resort turistico dove un oligarca ucraino va al bar con l’amico oligarca russo, o turco o italiano o … E c’è chi ha una vita precaria, costretto a salari e turni da ricatto padronale (Ikea di Ancona) o deve cedere al ricatto occupazionale vedendo peggiorare le sue condizioni lavorative e salariali (Caterpillar Jesi). C’è chi vorrebbe disertare una guerra in nome della vita, e chi vorrebbe una vita che non sia una guerra continua. C’è chi disperato, non ha più neanche gli occhi per piangere un morto ammazzato in strada su cui intellettuali sciacalli disquisiscono al sicuro dei loro salotti mediatici.

Il terzo millennio nei suoi primi venti anni ha già mostrato la sua identità di sopraffazione e morte. Gli sfruttati e i reietti da sempre dell’umanità devono ritrovare la forza della solidarietà e della lotta per arrestare tutto questo!

FAI - Federazione Anarchica Italiana
   sez. "M. Bakunin" - Jesi
   sez. "F. Ferrer" - Chiaravalle



domenica 27 marzo 2022

La continuità di (mal)governo nella Regione Marche

 La continuità di (mal)governo nella Regione Marche

Apprendiamo dalla stampa locale dell'iniziativa della Regione Marche
riguardo l'istallazione di apparecchi per la VMC (Ventilazione
Meccanica Controllata). Uno studio pilota che è costato 9 milioni di
euro e che ha interessato 316 classi sui un totale di 10.125. Molti i
dubbi in merito e viene da chiedersi quanto costerà l’intera
operazione vista la già alta spesa affrontata e che ha interessato
appena il 3% delle classi. Inoltre si sta parlando di uno studio
pilota, e ci vorrà ben altro per affrontare le prossime minacce
autunnali in una Regione che, in questa ultima ondata, si è collocata
fra le peggiori in termini di copertura vaccinale della popolazione
fra i 5 e gli 11 anni. E dove la stessa gestione delle vaccinazioni (e
di costosissimi tamponi inutili), rende merito al personale sanitario
ma non alla cattiva regia amministrativa. E poi viene da chiedersi
come mai solo la Regione Marche sia stata così all'avanguardia in
termini tecnologici a fronte di altre 18 (più due province autonome)
rimaste al palo. Il sospetto è che si è preferito dirottare soldi
pubblici per scelte di maniera, legate all'urgenza di una pandemia che
poi … dovrebbe finire al più presto, piuttosto che fare interventi
strutturali legati all'aumento del personale docente e di quello ATA,
l'aumento delle classi in termini quantitativi e qualitativi, al fine
di avere degni spazi di insegnamento eliminando le classi pollaio
presenti. Per non parlare poi del problema delle strutture
ospedaliere, del personale medico ed infermieristico, insomma di quei
servizi pubblici che richiedono investimenti strutturali e soprattutto
continuativi per essere efficienti, condizione necessaria per
sopperire adeguatamente alle ristrettezze di chi subisce l’erosione
continua dei diritti e del welfare.

Qualcuno, dall’opposizione, ha già attaccato la giunta affermando di
non aver adeguatamente fatto i conti con l’enorme spesa per coprire il
fabbisogno regionale tacciandola di incompetenza, un’accusa sibillina
che evidenzia la capacità senz’altro politica di rispondere alla
propaganda con altra propaganda spostando l’attenzione dal problema
reale, ovvero dalla classe politica tutta, indipendentemente dalla
giunta in carica, che ha dimostrato di non avere adeguate competenze
amministrative, non fornendo mai  progettualità di lungo termine a
garanzia degli investimenti fatti. In fondo è facile: costruire un
ospedale temporaneo covid è una splendida formula per non dover
risolvere problemi strutturali di un intero territorio, o ancora
comprare una VCM che poi … non devi fare più nulla mentre sei in
carica. Ad un infermiere o un insegnante invece gli devi pagare lo
stipendio … a vita una volta assunto strutturalmente. E per gli
iperliberisti e amici di Putin, i diritti dei lavoratori e dello stato
sociale pubblico, sono sempre qualcosa da cui … rifuggire. Più
istruzione pubblica degna di questo nome e assistenza sanitaria
garantita con personale e strutture. Più fatti e meno chiacchiere e
spese inutili.

FAI - Federazione Anarchica Italiana
   sez. "M. Bakunin" - Jesi
   sez. "F. Ferrer" - Chiaravalle

comunicato stampa del 24 marzo 2022