La LIBERTA' non si mendica.. si prende!
!doctype>martedì 4 aprile 2023
domenica 9 gennaio 2022
Gennaio 2022
GENNAIO 2022
Finita l’ubriacatura delle feste torna la vita di sempre. I problemi di sempre, forse un po’ più brutti. Non ci saranno feste per un bel po’, a scuola si chiuderanno i quadrimestri, l’inverno si fa sentire un po’ di più. E questa volta è peggio. I contagi tornano ad aumentare, le scuole sono nel caos, vaccini e tamponi vengono gestiti come si si fosse alla fiera della porchetta de “lì castelli”. I signori del Palazzo si dicono più preoccupati dell’elezione del Presidente della Repubblica che di avere morti ed infortuni sul lavoro, fabbriche che chiudono, ed una classe politica che non saprebbe organizzare neanche un torneo di briscola.
Gennaio è un mese cattivo. E’ dura star fuori a presidiare una fabbrica che chiude (a Jesi, la Caterpillar), a tornare negli scafandri dei reparti Covid perché assessori e governanti, ministri e dirigenti hanno saputo mostrare il meglio del loro credo ideologico e classista: tutelare i profitti, infischiandosene di chi sta peggio. Il problema è la DAD? O un sistema scolastico strangolato da più di trent’anni cui si chiede oggi di rendersi complice di una gestione catastrofica della pandemia.
Si fa la fila per i vaccini. Si fa la fila per i tamponi; fuori, al freddo e al gelo. Si fa la fila per gli ospedali intasati e le farmacie assaltate. Poteva essere evitato tutto questo? No, perché è stato deliberatamente e ideologicamente organizzato da una classe politica che ha a cuore di tutelare solo i mercati e i mercanti, il profitto e i profittatori. Gli ultimi stiano fuori al freddo e al gelo, sicuramente è colpa loro, non nostra.
Gennaio è un mese che indurisce i cuori. Di tutti. Di coloro che hanno i cari ammalati di Covid, di lavoro, o che li hanno perduti. Ne parliamo anche per ricordare nostri compagni che hanno scelto gennaio per lasciarci. E’ già un anno che manca a tutti Francesco Contigiani. Negli stessi giorni, in tempi passati sono mancati Laura Ghiglianovic, Donato Romito, Cotichelli Luigi. Compagne e compagni impegnati nel rendere quotidiana l’idea di una società migliore, libera dai profittatori delle pandemie di ogni tempo.
Gennaio è un mese duro, e non fa sconti a nessuno. Neanche al nostro cuore di compagne e compagni anarchici. Gennaio però è pur sempre un mese, e finirà. Ci farà più spazio alla speranza ed alla fiducia, e il cuore pesante batterà più forte per ricordare chi non c’è più cercando di migliorare un mondo che non è brutto, ma è popolato da persone e modelli brutti. Si chiamano padroni e profitto, e contro di loro, anche per Checco, Lalla, Donato e Luigi, continueremo a lottare. Fuori, al freddo e al gelo, davanti alle fabbriche, davanti alle scuole e agli ospedali. Ovunque.
FAI – Federazione Anarchica Italiana
sez. “M. Bakunin” – Jesi
sez. “F. Ferrer” - Chiaravalle
domenica 18 dicembre 2016
Osservatorio Infortuni Settembre - Ottobre - Novembre
domenica 19 giugno 2016
Europei di calcio e diritti dei lavoratori
L’eco delle devastazioni di tifoserie aizzate a dovere e dei gol segnati, non riesce a coprire la voce dei lavoratori, degli studenti e della comunità degli sfruttati francesi contro la riforma del lavoro prevista in quel paese, e che di fatto distruggerà i diritti dei lavoratori. Come è già successo in Italia con il fallimentare e schiavista Jobs Act di Renzi. Per non parlare delle pensioni cancellate dalla Fornero. In Francia scende in piazza anche il maggiore sindacato, la CGT, giocoforza, spinto dalle proteste della base. In Italia i confederali, CGIL, CISL e UIL hanno assistito, inermi complici, alla distruzione di tutti i diritti dei lavoratori. La CGIL prova a salvarsi la faccia raccogliendo firme per una proposta di legge popolare riguardante lo statuto dei lavoratori. Forse se si fosse attivato a difesa dello statuto prima che lo stracciassero, non sarebbe apparso così meschino come oggi.
In tutto ciò a guadagnarci sono i privilegiati di sempre: i padroni, che di fronte alle complicità sindacali e all’appoggio del governo, approfittano per arraffare di tutto, a partire dalla negazione dei diritti contrattuali. In questo la Fiat di Marchionne fa scuola. Nel contratto siglato da FIM, UILM, Sindacato quadri ed altri (FIOM esclusa) viene sancita di fatto la morte del contratto nazionale: nessun aumento in paga base e una tantum legati solo al miglioramento dell’efficienza dello stabilimento, con la cancellazione nella sostanza dello stesso diritto di sciopero. Quello che riesci a far risparmiare al padrone, a spese dell’aumento dei ritmi e dell’insicurezza lavorativa, viene in parte, minima, ridistribuito in busta paga. Ma non necessariamente, dato che in qualche stabilimento Fiat (Lecce), dove hanno sempre lavorato, fatto straordinari, chinato il capo, non percepiranno un soldo. A differenza di Jesi dove, pur avendo fatto 75 giorni di cassa integrazione è stato percepito un premio.
A differenza del contratto separato Fiat, la lotta per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è unitaria e prevede un aumento in paga base. Una schizofrenia di questi sindacati che riconoscono contratti a perdere in Fiat, firmando accordi separati, e fungendo da apripista per l’annullamento della loro stessa azione a livello del contratto metalmeccanici nazionale. Significativa la manifestazione locale fatta a Senigallia dove è meglio portare le lotte al mare che sotto casa degli industriali.
Ma in tutto questo cosa c’entrano gli Europei di calcio? Poco e tanto, dato che come ogni grande evento (Olimpiadi, Mondiali, Expo, etc.) verrà pagato dalla collettività, farà arricchire i soliti sciacalli, creerà posti di lavoro effimeri e con paghe da fame e porteranno debiti alle casse degli stati che graveranno per decenni. Ancora in Italia si stanno pagando milioni di debito per i mondiali del ’90. E, fra le altre cose, un calciatore medio guadagna … Che c’entrano gli Europei con il contratto dei metalmeccanici? Forse gli sfruttati francesi che stanno lottando nelle piazze provano a dircelo. Per capirli non bisogna studiare le lingue, ma scendere in piazza.
mercoledì 8 giugno 2016
loi travail
Prima la Spagna, poi la Grecia ed ora è la Francia che fa sentire nelle piazze la rabbia contro la loi travail, sorta di legalizzazione della schiavitù, molto simile al Job act di Renzi. Sale la voce della protesta di lavoratori e studenti contro le scelte del “socialista” Hollande a favore del profitto capitalista e contro i lavoratori. E in Italia? Nel paese della dittatura bonapartista di Renzi e della cancellazione progressiva dello stato sociale non sembra, ma le lotte ci sono. A macchia di leopardo, sofferte, oscurate dai media di regime, continuamente minacciate dalle provocazioni fasciste, ma ci sono. Il problema è che non riescono a concretizzarsi in garanzie e diritti, sicurezze e risultati da portare a casa. Il problema è uscire dalla palude delle strumentalizzazioni cui la sinistra istituzionale e i sindacati confederali per decenni ci hanno abituato. Le lotte sono uno strumento per riscoprire la solidarietà e l’autogestione, ma soprattutto per conquistare e difendere i diritti. Oggi è così in Francia, domani in Italia? Non è mai troppo tardi per lottare contro il padrone e i suoi servi al governo. Non è mai troppo tardi per dare un voucher di ben servito al capitalismo.
giovedì 30 aprile 2015
1° Maggio
1 MAGGIO
1° Maggio dedicato a tutte le vittime del lavoro, a chi manifesta contro l'Expo, a chi in un giorno di lotta e di festa è contento di lavorare perché, disperato, sa che domani non lavorerà.
questo primo maggio è per chi lotta, contro i padroni, contro lo stato.
JESI via Pastrengo 2
dalle 11:30
Comizio, pranzo sociale, pomeriggio conviviale con canzoni, video e storie.
martedì 13 maggio 2014
osservatorio incidenti sul lavoro mese di aprile 2014
Un altro mese si aggiunge nella lunga lista di feriti e morti sul posto di lavoro, senza che ci si
scandalizzi ormai più di tanto, a pochi viene in mente che la tanto decantata sicurezza sia
ancora da raggiungere, non bastano qualche legge e qualche autorità che la faccia rispettare.
Noi sappiamo bene come sono le autorità con le leggi per i padroni che diventano vaghe,
oppure opportunità da cogliere per sbarazzarsi di lavoratori scomodi, come quelli che
continuano la loro lotta dal basso per non far scontrare sicurezza sul lavoro e salubrità della
città . Posti di lavoro sempre minacciati di delocalizzare per trovare nuove e favorevoli
condizioni di impresa alle volte a scapito di altri lavoratori nei più disparati posti al mondo.
Chi parla di crisi prosegue ad arricchirsi andando ad investire in paesi in cui i
diritti, le assistenze sociali ai più deboli e la salvaguardia del territorio/ambiente sono
utopie. Da noi non andiamo molto meglio, nel “bel paese” i diritti vengono ridotti, si rimettono
in discussione le rappresentanze nelle aziende. le forze Sindacali venute fuori dalla pancia dei
lavoratori sfruttando la delega data loro, sembrano passare dalla parte del padrone. Niente
Scioperi,Niente Conflitti I lavoratori devono ripartire dall’autorganizzazione e riscoprire
la solidarietà, trovano ad intralciare il loro percorso di libertà le solite forze del capitale
sotto altri nomi. Gli sfruttati non troveranno nessuno ad attenderli nelle loro lotte
oltre a parolai ricchi di promesse e future poltrone politiche.
Nelle Marche ancora oggi ci sono centinaia di lavoratori che lavorano e non si vedono pagati
a fine mese, i lavoratori in nero sono in aumento, lo sfruttamento più oppressivo sta prendendo
campo. La fame di occupazione non può e non deve lasciare spazio al tutti contro tutti, chi non
ha occupazione va rispettato come e quanto chi ha già un posto di lavoro.
lunedì 28 aprile 2014
BANDITI !
Questo diventeranno i lavoratori che continueranno ad opporsi a chi in nome del dare lavoro svende ai padroni i diritti e le dignità che con le lotte, le morti e i sacrifici la classe lavoratrice si è conquistata. Dalle otto ore lavorative (oggi un lusso) ai giorni di festa e di riposo che in nome della produttività scompaiono. Così con la precarizzazione del lavoro vogliono renderci servi e legati, dettarci i tempi di vita, di morte e di malattia.
Solo riscoprendo la solidarietà ed il battersi per ottenere migliori condizioni si vedrà una nuova stagione di speranza per chi come unica certezza ha la precarietà.
Comizio in Via Pastrengo 2 Jesi ore 11:00
Pranzo sociale e socialità a partire dalle 13:00
CONCERTO con la BANDA LA VALLIERE ore 18:00
venerdì 11 aprile 2014
Osservatorio INCIDENTI SUL LAVORO - Marche - Mese di Marzo 2014
Continuano inesorabili gli incidenti sul lavoro, nonostante la spaventosa perdita di posti e le ore di cassa integrazione (persi nelle Marche in tre mesi 20MILA posti circa) il 75% di aziende controllate non sono in regola (967 aziende su 42MILa imprese, una goccia nel mare!) i lavoratori che perdono tutele e rischiano la vita pur di mantenere un occupazione sono gli unici che pagano le conseguenze di una rete di profitti che anche con la crisi per alcuni, non da cenno di rallentare.. Dopo l’ incidente alla Fiat trattori abbiamo deciso di tenere sotto osservazione le notizie che sempre di più passano inosservate di lavoratori che si trovano protagonisti di incidenti nella nostra Regione, dargli il risalto che spesso viene relegato ad un trafiletto di giornale, o al massimo, ai numeri di fine anno dei sindacati. Sappiamo sin da ora che non potrà mai essere che la punta di un iceberg, visto che solo gli interventi di ambulanze vengono riportati dai giornali, gli ancora troppi lavoratori in nero e senza tutele si sognano di denunciare
un incidente o un insicurezza nello svolgere la propria mansione. Considerando che ci sono posti in Regione dove si lavora per più di 10 ore al giorno e si dorme negli stessi ambienti lavorativi, insalubri e oppressivi spesso con le proprie famiglie.








