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lunedì 16 novembre 2015

Questioni di Genere









































DOMENICA 22 NOVEMBRE 
Dalle ore 17.30 :


Visione del Film: "Tomboy" di Cèline Sciamma (2011)
Presentazione ed introduzione all'argomento a cura di Rosella Somonari
A seguire:
Dibattito + Aperitivo a Buffet

"Tomboy è un film transgenere in senso stretto: attraversa i generi per far affiorare la natura di un sentimento, una natura che sta inevitabilmente nel mezzo, magmatica, tentacolare, fluida. Si, Tomboy è un film post-identitario liquido, in cui le marginalità si manifestano senza affermarsi, si formano senza per questo fermarsi. Galleggiano." - Gli Spietati.It

giovedì 5 marzo 2015

libera la lettura 3°incontro


















Sabato 7 marzo, terzo incontro del gruppo di lettura 'Libera la Lettura'!
Questa volta condivideremo le nostre idee e i nostri pensieri sul libro 'Il mondo deve sapere' di Michela Murgia che parla delle disavventure di una telefonista all'interno del call centre di una multinazionale statunitense. 
Un libro forte che affronta un mondo, quello del lavoro, in continuo mutamento e dove le singole personalità dei lavoratori vengono sempre di più messe in sordina.

Precariato, psicologia di marcketing, disavventure personali e collettive


Vi aspettiamo alle 18:00 al Centro Studi Libertari 'Luigi Fabbri', via Pastrengo n.2, Jesi (AN).

giovedì 12 febbraio 2015

Gruppo Libera Lettura - Hannah Arendt

















Domenica 15 Febbraio

inizio ore 17:00
Proiezione del film Hannah Arendt 
di Margarethe von Trotta

Il Gruppo Libera la Lettura, in collaborazione con il Centro Studi Libertari Luigi Fabbri di Jesi ,
 organizza una giornata di riflessione sulla filosofa Hannah Arendt. 

Parleremo del suo pensiero e dei suoi libri, guarderemo insieme il film a lei dedicato e concluderemo con una discussione. 

Il tutto condito da un buon aperitivo! 


«Il guaio del caso Eichmann era che uomini come lui ce n'erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali.» Hannah Arendt