domenica 21 gennaio 2024

CNH: un'altra morte evitabile

   Ci uniamo al dolore dell’ennesima tragedia che da lavoratori non può che coinvolgerci direttamente. Le tante parole spese dai comunicati stampa e dalle necessarie e giuste prese di posizione dalla politica cittadina riescono a descrivere una situazione preoccupante, che vede un dato in crescita a fronte di un valore assoluto di 814 morti sul lavoro solo nel 2023, ma  purtroppo sembrano essere un appello non nuovo e soprattutto vano perché gli strumenti istituzionali esistono già, e sono stringenti. Numerosi sono i casi passati sotto i riflettori dell’attenzione pubblica. Le aziende pesso si difendono affermando di avere le carte in regola, di fornire tutto il necessario per rispettare le normative sulla sicurezza, lasciando trasparire che in fondo la colpa sia sempre di una fatalità o di un errore umano non prevedibile. C’è solo un particolare che sembra sfuggire al dibattito pubblico: le regole del capitalismo devono garantire un guadagno a scapito del resto.

Gli operai continuano a morire perché questa cultura sbagliata del lavoro non riesce a compensare le smagliature generate dallo sfruttamento sempre più avanzato, anzi il clima di precarietà da solo riesce a ridurre la professionalità ed innalzare i rischi legati anche ad una banale quotidianità sul lavoro e fuori.

Non abbiamo scorciatoie, dobbiamo riprendere le briglie di questo sistema fine a se stesso per salvaguardare le nostre vite e quelle dei nostri cari, eliminando le disuguaglianze sociali e mettendo al centro gli esseri umani, e dobbiamo farlo noi perché il capitale non è in grado di farlo.

 
FAI - Federazione Anarchica Italiana
   sez. "M. Bakunin" - Jesi
   sez. "F. Ferrer" - Chiaravalle

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